Sarri ed il sarrismo: temi trattati con molta superficialità

Il calcio è uno sport che va analizzato a prescindere da sentimenti o rancori

Si continua -anche su testate online e sui social- a filosofeggiare su Sarri ed il sarrismo. Ogni giorno- in base alla contrapposizione che si è creata da molto tempo tra gli ammiratori di Sarri e coloro che lo hanno criticato sia da tecnico del Napoli ed anche ora dopo la sua scelta di sedere sulla panchina della  Juventus-  si tenta, da una parte e dall’altra, di prendere rivincite personali e pseudo-professionali basate sulle proprie posizioni pregresse, ampiamente descritte da molto tempo.

Si da la sensazione che non si aspettasse altro che poter dar sfoggio delle proprie capacità di scrittura in modo da aggiungere maggiormente valore al contenuto del proprio scritto.

Sui social non ci si limita ad indicare solo tifosi, ma anche colleghi che hanno avuto l’ardire di apprezzare -calcisticamente parlando- il gioco appartenete ad un allenatore che ha professato il suo credo sul campo, sui rettangoli di gioco.

Ad inizio stagione, vari opinionisti hanno seguito, con attenzione e ammirazione, Carlo Ancelotti, un allenatore che ha dimostrato, durante la sua lunga carriera, il suo notevole valore.

Sarri apparteneva al passato e non si dovevano riproporre diatribe che a nulla avrebbero portato, ma se ora anche qualche giornale scende a questi livelli, quotidianamente, dimostra ciò che i lettori potranno ben capire leggendo (se ne hanno voglia) i contenuti riportati.

Argomentazioni che nulla hanno a che fare con analisi tecniche e tattiche riferite ad uno sport che andrebbe discusso su altre basi. Detto questo, la scelta professionale di Sarri alla Juventus non può far parte di una serena discussione sul calcio.

Si può essere d’accordo o meno, ma cadere nel ridicolo, proprio no. A meno che vi siano persone che possano trovare convenienza in una situazione – anche professionale – di un certo tipo.

Un qualsivoglia professionista non merita di essere giudicato sulla base di sentimenti o rancori personali. La carriera di Maurizio Sarri ha avuto un connotato ben preciso: lavoro onesto ed altamente professionale che merita ben altre analisi.

Vincenzo Vitiello per casanapoli.net

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